Progetto Personale · Scienza dei MaterialiDiagramma Ferro–Carbonio Interattivo
Un grafico di metallurgia molto denso che si legge indicandolo. Passa sopra una fase, clicca per la sua scheda completa, oppure raffredda un acciaio e guarda quali fasi attraversa.
In breve
- Problema
- Stampato piatto su un libro, il diagramma Fe–Fe₃C è un muro di campi sovrapposti, lettere greche e punti invarianti.
- Approccio
- Leggerlo per posizione. Passi sopra per una scheda veloce, clicchi per la scheda di studio completa, oppure raffreddi un acciaio e segui i campi e le reazioni che attraversa.
- Risultato
- Uno strumento di studio bilingue che funziona nel browser, costruito sui valori di riferimento dei punti invarianti, con un asse del carbonio spezzato che tiene leggibile l'intervallo degli acciai e la regola della leva svolta in qualsiasi punto.
- Strumenti
- React · SVG
Puoi provarlo qui. Funziona nel browser, in italiano o in inglese, senza installare nulla.
Da dove nasceLink a questa sezione
Ho incontrato il diagramma ferro–carbonio in un corso di scienza dei materiali alla triennale e mi ha colpito quanto riesca a far stare in una sola immagine. Ogni regione è una fase, ogni linea una trasformazione, ogni punto una composizione e una temperatura precise in cui la struttura del metallo cambia.
Però, stampato piatto sulla pagina di un libro, mette in soggezione. Ti trovi davanti un muro di zone sovrapposte, lettere greche (α, γ, δ) e punti invarianti, e devi tenere tutto in testa nello stesso momento. Ogni volta che lo guardavo pensavo la stessa cosa: questa è già una mappa, allora perché non posso semplicemente indicare un punto e farmi dire cosa c’è lì?
L’idea: leggerlo per posizioneLink a questa sezione
Da lì è partito tutto. Il significato del diagramma dipende dalla posizione: dove ti trovi sull’asse del carbonio e a che temperatura sei decidono tutto. Quindi anche l’interazione principale doveva basarsi sulla posizione. Uno studente non dovrebbe imparare a memoria quale zona è quale. Dovrebbe poter muoversi sul diagramma e trovare esattamente l’informazione che riguarda il punto in cui si trova.
La metallurgia viene dai libri di testo. Quello che ho costruito io è l’interfaccia: indichi una parte del grafico e ti dice cosa c’è.

Cosa faLink a questa sezione
Il primo livello dà la risposta veloce. Passi sopra una regione qualsiasi e compare una piccola scheda con il nome della fase, l’intervallo di composizione e di temperatura e una descrizione di una riga. Non devi cliccare né aprire menù: l’informazione compare dove si trova il cursore.

Il secondo livello va più a fondo. Clicchi una regione o un punto invariante e accanto al diagramma si apre una scheda di studio completa. Contiene le fasi coinvolte, le loro strutture cristalline, cosa succede fisicamente durante il raffreddamento, il comportamento meccanico che ne risulta e le applicazioni tipiche. Le schede mostrano anche i disegni delle celle elementari e microstrutture schematiche. Se clicchi dentro un campo bifasico il punto resta fissato e la scheda svolge lì la regola della leva, con la linea di connodo, le composizioni delle fasi e le loro quantità. Ogni regione, linea e punto ha la sua scheda, quindi quello che leggi corrisponde sempre a dove hai cliccato.


Wγ = 1 − Wα = 0,716
regola della leva nel punto fissato · 0,40 % C, 760 °C
C₀ è la lega; Cα e Cγ sono i due estremi della linea di connodo a quella temperatura. A ogni fase spetta il segmento dalla parte opposta rispetto alla lega, e le due frazioni sommano a 1.
Seguire un percorso di raffreddamentoLink a questa sezione
La funzione a cui tenevo di più risponde alla domanda che prima o poi pone ogni esercizio: se prendo un acciaio con un certo tenore di carbonio e lo raffreddo, cosa attraversa davvero prima di diventare il prodotto finale? Nell’esploratore di raffreddamento scegli una composizione e premi Raffredda. Un marcatore scende lungo l’asse delle temperature in tempo reale e ti dice in quale campo di fase ti trovi istante per istante. Intanto il pannello costruisce, dall’alto in basso, l’elenco completo dei campi che attraversa e delle reazioni invarianti che innesca. Accanto, una micrografia schematica cambia grano per grano e una curva di raffreddamento mostra dove la temperatura si ferma mentre avviene una reazione.
la reazione eutettoidica a 727 °C, in cui l’austenite diventa perlite
Le tre reazioni invarianti del diagramma stanno su isoterme orizzontali: la peritettica L + δ → γ a 1493 °C, l’eutettica L → γ + Fe₃C a 1148 °C e l’eutettoidica γ → α + Fe₃C a 727 °C, che è quella che governa ogni acciaio. Il percorso di raffreddamento rileva ciascuna esattamente alla temperatura in cui viene attraversata.

Controllare i numeriLink a questa sezione
Ho costruito il diagramma su numeri reali: l’eutettoide a 727 °C e 0,77 % C, l’eutettico a 1148 °C e 4,30 % C, il peritettico a 1493 °C e la cementite fissata a 6,67 % C. Le curve di confine tra questi punti vengono da un calcolo termodinamico (CALPHAD) basato su una valutazione pubblicata del sistema Fe–C (Gustafson, 1985), riscalato in modo che ogni linea passi esattamente per i punti dei libri di testo.
Una scelta di cui vado particolarmente fiero è l’asse del carbonio. Quasi tutto quello su cui gli studenti lavorano sta tra 0 e circa 2 % C, cioè nell’intervallo degli acciai, ma è una fetta sottile di un diagramma che arriva fino a 6,67 %. Così ho spezzato l’asse. L’intervallo degli acciai occupa la maggior parte della larghezza e resta leggibile, quello delle ghise è compresso, e un piccolo simbolo di interruzione avvisa il lettore che lì la scala cambia.
LimitiLink a questa sezione
È un aiuto allo studio da usare accanto al libro di testo. Il diagramma descrive l’equilibrio, cioè un raffreddamento molto lento, quindi non dice nulla su martensite o bainite. La curva di raffreddamento e le micrografie sono schematiche: mostrano l’ordine degli eventi, non tempi o forme dei grani reali. E le ghise reali, che contengono silicio, seguono spesso il sistema stabile ferro–grafite, che l’app disegna solo come sovrapposizione tratteggiata.